REPRIMERE LA RENDITA FINANZIARIA E INSTAURARE UN SISTEMA FINANZIARIO NAZIONALE – Documento per Assemblea

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13 Risposte

  1. Nunzio scrive:

    La “mia opinione”; è che dopo essere tornati alla sovranità monetaria, fiscale, e decisionale, per applicare un simile programma (senza una rivoluzione) ci vorrebbe comunque un forte consenso popolare, per ottenere democraticamente un forte potere politico-decisionale.
    E chi può sostenere un simile programma? Se non chi non ha rendite, o basse o bassissime rendite?
    Tanto vale renderlo ancora un po’, più re-distributivo.
    Non si potrebbe per esempio, programmare di pagare interessi reali in modo progressivo? Meno interessi reali a chi ha molto, e un po’ di più ha chi ha meno. Se l’interesse reale pagato vuole essere intorno al -2%, sarebbe più opportuno far si che quel -2% sia la media e non il fisso. Ad esempio -4% a chi ha molto, e meno -0.2% a chi ha poco, e tra -0.2 e -4 i numeri sono infiniti. Oltre a “riequilibrare” un po’ più velocemente lo stato patrimoniale, penso che si otterrebbe anche l’effetto di una maggiore capacità di spesa, più diffusa, maggiori consumi, maggiore produzione, e di conseguenza, credo anche più lavoro.
    Non pensate che in questo modo potrebbe essere “accettato” meglio anche da chi, appunto, ha basse o bassissime rendite?

  2. stefanodandrea scrive:

    Nunzio,
    capisco cosa vuoi dire. Ma non credo sia fattibile.
    I titoli hanno un tasso. Che fai applichi lo sconto a chi ha reddito basso? E se l’anno successivo colui che aveva reddito basso guadagna, si alza il tasso?
    Ma a parte le insormontabili difficoltà tecniche, non c’è bisogno di inserire la progressività sugli interessi. la progressività deve riguardare l’imposizione. E lì si può agire.
    Però tieni conto che chi ha un piccolo risparmio, perderebbe a titolo di rendita poche centinaia di euro l’anno o forse un centinaio. Sarebbero tutti soldi recuperati per maggior salario o o per servizi maggiori servizi o per minori imposte (dirette e indirette) o per maggior possibilità di lavoro del figlio o per aumento della domanda dei prodotti che il risparmiatore vende sul mercato.

    • Nunzio scrive:

      Stefanodandrea,
      scusami, ma vorrei capire meglio.
      Ma se i titoli invece che essere al portatore, fossero esclusivamente nominativi che problema ci sarebbe?
      Più titoli hai meno interessi ricevi, dove sta la difficoltà?
      Forse ci sarebbe il problema che lo “Stato” saprebbe chi è che detiene le ricchezze risparmiate? Ma non lo sa già?
      Si, ma la tassazione progressiva sul reddito non tiene conto dei patrimoni già detenuti, e se quel patrimonio con il sistema di regressione finanziaria non produce reddito che cosa gli tassi?

      • Nunzio scrive:

        “Però tieni conto che chi ha un piccolo risparmio, perderebbe a titolo di rendita poche centinaia di euro l’anno o forse un centinaio.”
        Scusami, ma volevo dire anche che questo l’avevo già considerato.

        • stefanodandrea scrive:

          I titoli nominativi sono meno liquidi, per esempio.
          E poi lo stato non saprebbe nemmeno quanto deve cacciare, perché dipende dal titolare del credito. E poi cosa faresti se i titoli vengono venduti a metà anno? E quanti li intesterebbero ai figli?
          Francamente non vedo la raggione. Il denaro non deve produrre denaro nemmeno in tasca a chi ha solo 5000 euro. Punto. Se gli interesse reali sono negativi, la tassazione della rendita finanziaria può anche essere bassa.
          L’applicazione generalizzata, che vi è stata molti anni, va a favore di tutti coloro che vivono di lavoro o che hanno figli che devono trovare lavoro. Ci sono trentacinque anni di storia italiana (e non solo) a dimostrarlo

          • Nunzio scrive:

            “Francamente non vedo la raggione. Il denaro non deve produrre denaro nemmeno in tasca a chi ha solo 5000 euro. Punto. Se gli interesse reali sono negativi, la tassazione della rendita finanziaria può anche essere bassa.
            L’applicazione generalizzata, che vi è stata molti anni, va a favore di tutti coloro che vivono di lavoro o che hanno figli che devono trovare lavoro. Ci sono trentacinque anni di storia italiana (e non solo) a dimostrarlo”

            Guarda, io trovo questo programma veramente, come tu scrivi, sotto ogni punto di vista, una scelta di giustizia.
            Ma non capisco, perché ti arrabbi? Scusa!
            Come ho scritto, è una mia semplice “opinione”.
            Ma hai letto quello che ho scritto? Dove leggi che il denaro “deve” produrre denaro?

  3. stefanodandrea scrive:

    No Nunzio non mi sono arrabbiato. Nemmeno un poco. Anzi ho trovato interessante la tua osservazione.
    Volevo soltanto dire che chiunque ha un risparmio va tutelato perché lo dice la costituzione. Ma se non rischia perde qualche cosa e finanzia la spesa pubblica. Questo è il primo profilo di giustizia. Togliere il 6% a chi ha un milione di euro di rendita è persino incostituzionale. Le rendite (anche se negative in termini reali) possono e devono essere tassate e qui può intervenire la progressività. Magari si potrebbero semplicemente sommare ai redditi. Ma questi sono profili secondari, persino molto importanti, che vengono in considerazione quando hai reinstaurato il regime di repressione finanziaria

  4. kim scrive:

    Cioè, uno che lavora sodo e si è fatto un gruzzolo onestamente dovrebbe regalare a tasso negativo soldi allo stato che dio sa solo come verranno sprecati, con l’ulteriore rischio che la liretta, similmente al bolivar, real, rublo, pesos e carte stracce varie, svaluti con percentuali a doppia cifra per anno.
    Allora chi vale prende i soldi, li cambia in valuta pregiata, oro o bitcoin e saluta il bel paese lasciando i parassiti a cannibalizzarsi tra di loro.
    Chi produce risparmio e ricchezza va premiato, non punito.

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