In esclusiva per l’Italia doppio appuntamento con “THE BRUSSELS BUSINESS” a Roma e Milano (14 e 15 novembre)

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Una risposta

  1. Truman ha detto:

    Un ottimo documentario che merita ampia circolazione. L'ho visto ieri a Roma e sono rimasto colpito dal clima cupo del film, che illustra l'incubo europeo dalle prime fasi degli anni 80 fino a tempi recenti, tramite l'operato delle lobby. Tecnicamente è in bianco e nero, con voci in lingua originale e sottotitoli in italiano, ed illustra l'operato delle lobby di Bruxelles sia dal punto di vista delle ong che dal punto di vista delle stesse lobby. Pur con questo apparente equilibrio, il risultato è da film dell'orrore.

     

    Abbondante ed attenta la partecipazione alla proiezione, con ampio dibattito finale.

    Di esso vorrei giusto notare alcuni aspetti.

    1) Più di uno vedeva l'operato delle lobby come una cancellazione della democrazia. Personalmente non mi ritrovo con questa visione, che credo discenda da un modo europeo di vedere la democrazia come una specie di "dittatura della maggioranza": più partiti si presentano alle elezioni ed il vincitore governa nel nome di tutti realizzando il programma di una parte. In realtà la democrazia è invece molto spesso mediazione tra interessi contrastanti, quindi tolleranza (lo faceva notare Amartya Sen in "la democrazia degli altri"). Insomma esiste un modello di democrazia partecipativa di cui fanno parte sindacati, organizzazioni territoriali, ong, associazioni varie; in questo modello delle lobby regolamentate ci potevano anche stare (del resto Confindustria in Italia svolge un compito presumibilmente utile).

    2) Qui vorrei tornare al film, che segue il progetto europeo per un paio di decenni e mostra come all'inizio le lobby fossero fatte da industriali, mentre adesso sono soprattuttto banche. La mia sensazione è che il disastroso successo delle lobby di industriali, che anteponevano il profitto ad ogni cosa, abbia alla lunga ucciso molte delle aziende che lo sostenevano, passando il potere alla finanza, che riesce ancora a trarre profitti da questa situazione.

    3) Insomma non solo per i popoli il sogno europeo si è rivelato un incubo, ma per le stesse industrie che l'avevano spinto.

    4) E allora credo che senza legge non possa avere democrazia e non è tollerabile un potere che dall'esterno del sistema politico pretende di scriversi le leggi.

    5) Una nota finale su fatto che ad alcuni sembrava strano che le lobby fossero ben visibili su internet, con i loro siti internet ed i loro programmi. Ho fatto notare che non è per niente strano che un potere che lavora nell'ombra ad un certo punto si renda conto che è meglio essere visibile. Quando il potere prende volto esso è ancora più forte.

    Una scelta di questo tipo fecero le organizzazioni criminali del sud Italia anni fa: mandarono i figli a studiare a Londra, costituirono una Spa, la quotarono alla Borsa e si riciclarono come imprenditori. Tutte le attività precedenti restavano, ma c'era una faccia pulita da mostrare e una ditta in cui si poteva riciclare i proventi di attività illecite. Basta farci caso leggendo i giornali: quando arrestano un mafioso esso di mestiere è "un imprenditore".

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